
VOLO NOTTURNO
Il CD del Volo Notturno è stato registrato nel 1994 negli studi Cantoberon di Roma. Nato dalla collaborazione artistica di un gruppo di amici e artisti negli anni dell'università, il "Volo Notturno" deve il suo nome al viaggio che compivano le streghe per recarsi ai sabba. L'ispirazione iniziale era ricchissima di riferimenti filosofico-letterari (Michelet, Lautréamont, Joyce, Artaud, Bataille, Sollers, Kristeva), musicali (Wyatt, Tuxedomoon, Dead Can Dance, Popol vuh, il "dark") e iconografici (G. Previati, G. Klimt). La bambina "arrabbiata" della copertina è stata ritratta da Fabio Mariani.
1. Il Maligno
2. La Rivolta
3. Clown
4. The sun has blown up
5. Oui
6. Volo Notturno
7. The prankquean
8. Sole nero
9. E la Rivoluzione che non abbiamo saputo fare, il mondo la farà contro
di noi
10. Nella foresta
Cenni storici
Il Volo Notturno nasce nell’aprile del 1988.
Questo nome, liberamente ispirato a un quadro di Previati raffigurante una
donna trasportata in volo da un pipistrello di enormi dimensioni, si riferisce
a quello che nei racconti del medioevo era il “volo” con cui le
streghe si recavano ai sabba…
In
analogia con questo eccezionale stato di trance si voleva affermare che certa
musica precede e pervade le individualità dei musicisti e, come in
un’evocazione o in un viaggio astrale, è una soggettività
altra, nuova ed oscura che si afferma.
Nei suoi concerti e spettacoli multimediali, il gruppo non ha mai eseguito
lo stesso repertorio. Da ricordare, in particolare, il concerto supportato
da voci, rumori e attori, "Storie di fantasmi (non del tutto incorporei)",
tenuto nel luglio del ‘91 a Torre a Mare in collaborazione con il teatro
“Kismet” di Bari.
Il primo CD del Volo Notturno è stato registrato a Roma in coproduzione
con l’etichetta “Cantoberon” e stampato nel settembre del
‘95.
Nel corso del tempo, nel gruppo hanno suonato: (alle tastiere e alla voce)
Fabio Mariani, (alla chitarra e alla voce) Valerio Mele, (al basso) Nicola
Giudetti e (alle tastiere) Antonello Vena.
Dal ‘96 alcuni componenti del Volo Notturno hanno dato parallelamente
vita a nuovi corsi artistici, sia per l’ispirazione che per la strumentazione
usata. E' la musica etnica a caratterizzare da quella data gli interessi musicali
di Nicola Giudetti (sitar) e Valerio Mele (ud, bandurria, darbuka) di cui
conosciamo il CD da solista "Alchimie etniche" e altre prove che
vanno dalla musica d'autore italiana, al jazz, al pop. E' dell'ultimo anno
invece la notizia che Fabio Mariani, dopo essersi interessato al sax, ha ripreso
a comporre delle pregevoli composizioni per pianoforte di cui daremo notizie,
si spera, molto presto.
Il CD “Volo Notturno”
Il Volo Notturno, nel CD omonimo, prende spunto
da alcuni nomi della musica degli anni ‘70 e ‘80 (soprattutto
i Tuxedomoon, i Dead Can Dance e i Popol Vuh) per cercare di elaborare un
sound originale, denso di suggestioni oscure e psichedeliche e comunque distante
dai cliché del rock, orientandosi verso sonorità più
morbide ma con una ritmica più ricercata e accidentata. La strumentazione
elettronica accostata a strumenti elettrici come la chitarra "tagliente"
e "fiammeggiante" di Valerio Mele e il basso disarticolato di Nicola
Giudetti, la voce lirico-grottesca di Fabio Mariani, l’utilizzo meticoloso
degli effetti in sala d’incisione e l’uso dei suoni del Korg M1
abbinato ad un sequencer, hanno caratterizzato il sound di questo ensemble.
Tra i brani più interessanti segnaliamo due strumentali inquietanti,
ipnotici e struggenti (“Volo notturno” e “Sole nero”),
una ballata corale e malinconica (“Oui”), una danza (“La
Rivolta”) in cui il tema medioevale del flauto si intreccia con la cadenza
irregolare dei versi tratti dal libricino “L’Apocalisse”
di Valerio Mele e “Clown”, dove la voce di Fabio Mariani, insieme
alla chitarra, disegna melodie “liriche” e grottesche come nel
brano di apertura (“Il Maligno”).
Nel CD inoltre è possibile riascoltare, tra un brano e l’altro,
i rumori campionati (risate, urla, uccelli, traffico, vento…) che spesso
hanno accompagnato le performance dal vivo del Volo Notturno.
Rassegna stampa
Eugenio Ravo e Volo Notturno sono stati gli elementi
fondamentali della triade di spettacoli portati in scena nei giorni scorsi
su tre diversi palcoscenici della provincia di Taranto, per un’iniziativa
promossa dall’associazione “Calumet” con il patrocinio dell’Assessorato
alla Cultura. (…)
Ha introdotto l’esibizione del mimo E. Ravo l’ensemble musicale
Volo Notturno. Il gruppo, composto da Fabio Mariani (tastiere e voce), Valerio
Mele (chitarra e voce), Nicola Giudetti (basso elettrico e campionamenti sonori)
e Antonello Vena (tastiere), si ispira, nelle sue composizioni, a mondi fantastici
e misteriosi di evocazione medioevale.
Il Corriere del Giorno
(…) un CD che reputo, personalmente, un vero capolavoro: si tratta dei
Volo Notturno di Taranto, che riusciranno sicuramente a conquistare in un
futuro prossimo gli estimatori del genere dark. Le atmosfere appunto “notturne”
della band si spingono di gran lunga oltre ciò che di solito si usa
definire “dark”. I Volo Notturno, con questo primo lavoro dimostrano
come si possano trovare sonorità ben più introverse e ricercate,
attraverso la pura sperimentazione di suoni.
Claudia Benedetti Michelangeli, Sound
& Vision International
(…) l’incontro tra sonorità vagamente ambient ma con robusti
innesti ritmici e spazi melodici sognanti, prende direzioni a volte opposte:
ci si cala su suggestive visioni alla Dead Can Dance e si lievita sopra linee
quasi impalpabili (“The sun has blown up”), oppure si caricano
volute in cui la dialettica elettrica/elettronica crea un certo senso di alienazione.
(…) Un volo che attinge anche alla tradizione progressiva, con molta
misura, e che ha quello che a molte produzioni prog manca: una piacevole ed
aggraziata fragilità.
John Vignola, Rockerilla
(…) innamorati di certa sensibilità etnica e mitteleuropea allo
stesso tempo (…), decisero di imbracciare gli strumenti per donarci
perle di incommensurabile bellezza attraverso arcane e sognanti melodie che
si avvalgono della forte presenza delle tastiere per dar vita ad un tappeto
sonoro che non può non affascinare gli amanti di Dead Can Dance e Tuxedomoon.
Un lavoro concettuale, d’atmosfera, con folate di funereo minimalismo,
si veda l’omonima Volo Notturno, di maestosità sommessa, The
sun has blown up, di un tempo in crescendo con vocalità alla Gerrard-Perry
e ricami fini di chitarra che sembrano sussurrarti la loro voglia di crepuscolarità,
vedasi The prankquean o il tempestoso finale di Nella foresta. Tutti comunque
hanno, pur nella loro apparente calma, una forza interiore da scardinare i
vostri animi sensibili, per questo vi consiglio questa musica senza tempo.
Davide Morgera, Marble Moon
Le premier CD de ce groupe de musicien italien est un véritable coup
de maître. Unanimement encensé par la presse spécialisée
comme “Sound & Vision International” ou encore “Rockerilla”,
les amateurs reconnaîtront les influences de certain groupes des années
’70 et ’80 comme Popol Vuh, Tuxedomoon, ou Dead Can Dance. Un
CD au son original, riche en évocations, obscure et psychédélique
(…).
Pierre Regini, La Voix
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